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Gestione dei caratteri "Non-Printable" con SQL Server Integration Services

Mauro Regoli

Un pacchetto SQL Server Integration Services (SSIS) fallisce durante la conversione di un campo testuale da nvarchar a varchar: il messaggio di errore indica il possibile troncamento di una stringa oppure la presenza di caratteri non convertibili. Apparentemente, però, la stringa coinvolta nel problema non supera la lunghezza massima consentita e tutti i caratteri che la compongono sembrano convertibili. Cosa sta succedendo? Con tutta probabilità siete alle prese con uno o più caratteri Unicode di tipo “non-printable” nascosti nella stringa. In questo articolo sarà spiegato come nasce il problema, prendendo come esempio il carattere Zero Width Space, e verrà illustrato un metodo semplice ed efficiente per gestirlo con successo all’interno del pacchetto stesso.

SQL Server Change Tracking - 3 di 3

Mauro Regoli

Negli articoli precedenti si è descritto il funzionamento del Change Tracking ed i passaggi necessari per attivarlo e configurarlo correttamente. E’ ora giunto il momento di analizzare come tale funzionalità può essere utilizzata in uno scenario comune, tipicamente presente in una soluzione di Business Intelligence, ma facilmente generalizzabile ed estendibile a qualsiasi altra esigenza simile.

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Gli altri articoli della serie

SQL Server Change Tracking - 2 di 3

Mauro Regoli

Nella prima puntata sono state descritte le caratteristiche del Change Tracking, le procedure di attivazione e disattivazione e la struttura degli oggetti di sistema a supporto di questa feature. Consolidati tali concetti, saranno ora illustrate le funzioni che SQL Server mette a disposizione per lavorare con il Change Tracking. In questo articolo si vedranno nel dettaglio i funzionamenti interni e le funzioni messe a disposizione da SQL Server per recuperare le informazioni sulle modifiche avvenute nelle tabelle soggette a Change Tracking.

SQL Server Change Tracking - 1 di 3

Mauro Regoli

Tenere traccia delle operazioni di INSERT, DELETE e UPDATE effettuate sui dati di una o più tabelle di SQL Server, è una necessità piuttosto comune sia nelle fasi di sviluppo che di amministrazione nella maggior parte delle soluzioni moderne. Per molto tempo, l’assenza di una funzionalità che consentisse la tracciabilità delle modifiche ha costretto gli sviluppatori ad implementare soluzioni personalizzate utilizzando trigger, timestamp o simili, memorizzando le chiavi di tali righe in tabelle create ad hoc. Con l’uscita di SQL Server 2008 è stata introdotta una novità che semplifica notevolmente la vita degli addetti ai lavori: il Change Tracking (CT). Grazie a questa soluzione è ora possibile memorizzare le variazioni delle righe utilizzando un sistema di semplici ed efficaci funzioni che rendono estremamente agile sia la procedura stessa, sia i processi che le applicazioni che ne fanno uso. In questa prima parte della serie di articoli dedicati al Change Tracking, ne viene offerta una panoramica e, attraverso alcuni esempi, sarà mostrato come abilitare e disabilitare tale funzionalità descrivendo tutte le proprietà e gli oggetti coinvolti in queste attività.