Tips-Tricks

Modalità di elaborazione query e indici columnstore

In questo articolo verranno trattati i due metodi di elaborazione delle query conosciuti come Row mode execution e Batch mode execution per SQL Server 2019. Verrà inoltre descritto un meccanismo per attivare Batch mode execution su SQL Server 2017 anche quando non si possono creare indici columnstore “effettivi”.

Row mode execution

Row mode execution è un metodo di elaborazione delle query utilizzato con le tabelle tradizionali disk-based, in cui i dati vengono archiviati in formato riga. Le tabelle che utilizzano questo tradizionale formato di archiviazione vengono anche dette “rowstore table”. Quando una query viene eseguita e accede ai dati archiviati in formato riga, gli operatori previsti nel piano di esecuzione leggono ogni riga richiesta dalla query. Da ogni riga letta, SQL Server recupera quindi le colonne necessarie, specificate nell’istruzione SELECT, in un predicato di JOIN, in un predicato di filtro, ecc..

String or Binary data would be truncated: replacing the infamous error 8152 ... also in SQL Server 2017

Pasquale Ceglie

Come già annunciato allo scorso Ignite, una delle nuove (tra le tante) feature di SQL Server 2019 accolta con ovazione dei presenti è la possibilità di ottenere informazioni più complete rispetto al tanto odiato messaggio

La buona notizia è che è possibile abilitare la stessa funzionalità anche su SQL Server 2017 (e con la SP2 su SQL Server 2016) installando la CU12 e abilitando trace flag 460.

Qui trovate tutti i dettagli.

Missing Index... Cache

Qualche settimana fa un collega mi ha sottoposto un quesito la cui risposta coinvolge alcuni concetti molto interessanti. La domanda più o meno era:

SQL Server mi dice che manca un indice, l’ho creato. Perchè eseguendo una query su sys.dm_db_missing_index_details trovo ancora l’indice come mancante? Come dico a SQL di aggiornare la DMV?

La risposta alla domanda è abbastanza semplice: una DMV non può essere aggiornata dall’utente. Unica componente con diritti di “scrittura” di questa particolare DMV è il Query Optimizer, che però va ad “aggiungere” informazioni. Se invece si vuole “svuotare” il contenuto della DMV.. beh.. non ci sono santi: serve riavviare l’istanza del server (come peraltro chiaramente riportato nella documentazione online)

Quando importando un database SQL Azure su una istanza On-Prem non va proprio tutto bene

Pasquale Ceglie

Se avete abilitato Sql Server Auditing su un database di SQL Azure, dopo averlo esportato in .bacpac, se provate ad importarlo sulla vostra istanza in locale vi troverete di fronte al seguente messaggio: Error SQL72014: .Net SqlClient Data Provider: Msg 33161, Level 15, State 1, Line 1 Database master keys without password are not supported in this version of SQL Server. Error SQL72045: Script execution error. The executed script: CREATE MASTER KEY;

Conversioni implicite: cosa sono e che impatto hanno sulle nostre query

Come credo alla maggior parte di voi, spesso, anche a me capita di dover mantenere codice scritto da qualcun altro. Uno degli aspetti che (ri)trovo con una certa frequenza è che, spesso, non prestiamo attenzione a come scriviamo le nostre query, sottovalutando l’impatto che queste possono avere sul nostro sistema.

Proprio recentemente mi sono imbattuto in una serie di batch (dalle semplici query a complesse procedure) dove non si era prestata la dovuta attenzione all’utilizzo dei tipi dato (ad esempio nella definizione di variabili e costanti, ma anche nelle colonne delle stesse tabelle), andando di fatto a creare qualche inconveniente, oltre che di mera natura estetica (e quindi di qualità del codice), anche (e soprattutto) di natura prestazionale. Buona parte di questi problemi era dovuta all’utilizzo frequente delle funzioni di conversione CAST e CONVERT (dovuti a probabili errori di modellazione delle tabelle come ad esempio stessa colonna in due tabelle differenti ma con differente tipo dato), ma la parte più critica e rilevante era dovuta  alla presenza di una miriade di conversioni implicite.

TOP(n) WITH TIES, nuova feature? No, é sempre esistita!

Pasquale Ceglie

C’è ancora chi si meraviglia davanti all’opzione WITH TIES.

Molti non sanno che esiste o ne sottovalutano l’utilità.

Consideriamo la query

SELECT TOP 3 Name, ListPrice 
FROM SalesLT.Product 
ORDER BY ListPrice ASC;

Questa query ritornerà i primi 3 articoli ordinati per ListPrice crescente.

L’opzione WITH TIES indica che, invece di restituire solo il numero richiesto di righe, la query restituirà anche tutte le righe aventi lo stesso valore dell’ultima riga in base ai criteri di ordinamento (ListPrice, nel nostro caso). Questo significa che si potrebbero ottenere più righe rispetto a quelle richieste, ma la selezione delle righe diventa di tipo deterministico (al contrario del caso precedente).

Uso "nascosto" del tempdb

Qualche settimana fa, mentre ero al lavoro, mi sono ritrovato a dover risolvere un problema apparentemente non molto strano, ma che tuttavia nasconde qualche retroscena interessante. I fatti sono stati più o meno questi:

Circa a metà mattinata mi è stato segnalato un problema di prestazioni su uno dei sistemi che abbiamo in gestione nel nostro team di lavoro; dopo alcuni semplici controlli è stato subito chiaro che il rallentamento era sostanzialmente dovuto ad un problema di contency sul tempdb. “Beh.. abbastanza semplice!” - ho subito pensato! - “la colpa è mia perché (ahi ahi ahi) non ho ancora fatto lo split del file dati sul tempdb!”.

"SQL Server Management Studio ha smesso di funzionare", ho perso lo script che stavo scrivendo?

“SQL Server Management Studio ha smesso di funzionare”, a volte succede di ottenere a video questo messaggio poco simpatico.

Management Studio crashed 1

Nulla di grave, “basta solo” riavviare il programma.

Management Studio crashed 2

Ed ecco che una volta riavviato SSMS alcun file è stato recuperato … GRRRRRR!!!!

La cosa meno divertente, quindi, è scoprire che la query/procedura che si stava scrivendo e provando, magari da qualche ora, è andata persa. Ovvero perse le ultime modifiche non salvate .. come dici!? non hai salvato lo script SQL prima di eseguirlo!? Ahhh, non hai proprio salvato nemmeno una volta!?

SQLServer 2016 non si avvia ... ecco uno dei perchè

Emanuele Zanchettin

TCP Provider, error: 0 - Il computer remoto ha rifiutato la connessione di rete. Microsoft SQL Server, Error: 1225” questo semplice e significativo messaggio ci avvisa che il Server SQL, col quale stiamo cercando di collergarci, non risponde. Ci possono essere molteplici motivi di questo “disservizio”, in questo articolo viene illustrata una delle cause e la sua risoluzione.

SQLServer 2016 non si avvia 1

Una volta controllato che il server sia in funzione e collegato alla rete, verifichiamo che effettivamente il servizio relativo a SQL Server 2016 sia in esecuzione.

Lista Trace Flags Ufficiale

Davide Mauri

Il SQL Server Tiger Team si sta occupando, tra le altre cose, di tenere aggiornata la lista di tutti i trace flag disponibili in SQL Server per modificare il funzionamento nel caso sia assolutamente necessario. La lista è disponibile qui:

http://aka.ms/traceflags

Occhio, come al solito, che i trace flags non sono da usare alla leggera, quindi usateli se e solo se è strettamente necessario!

Se vi state chiedendo, invece, cosa sono i trace flags, riporto la definzione qui: